Lucca 25 aprile 2021: le resistenze contro il male. I volontari della libertà.

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aprile 19, 2021 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

ATVL per il 25 aprile

L’Associazione Toscana Volontari della Libertà, espressione della Resistenza autonoma e cattolica, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile 2021 organizza tre eventi. Il primo è dedicato ad un lungo lavoro di ricerca condotto da Walter Ramacciotti, già presidente onorario di ATVL e tra i fondatori del Centro di Educazione Democratica nei primi anni ’60 del Novecento.

Lo studio ruota sul Ruolo del clero lucchese nella Resistenza e sull’eccidio della Certosa di Farneta avvenuto dopo il rastrellamento ad opera dei tedeschi tra l’1 e il 2 settembre del 1944. Lo storico Andrea Giannasi nel presentare il lavoro di Ramacciotti si concentra sulla figura di Mons. Roberto Tofanelli e in particolare modo sulle omelie che lo stesso tenne in San Martino tra il 1941 e il 1942. Interventi alla S. Messa durante i quali il sacerdote esprimeva giudizi forti sull’alleanza tra Italia e Germania e sulla condotta del Regime fascista. Parole che mossero il Federale fascista di Lucca, il Prefetto e il Questore. Ricostruire il ruolo del clero durante la Resistenza permette di riaprire la pagina delle Resistenze, argomento “dimenticato” ma che in realtà è più che mai urgente di fronte al cedimento dei valori sui quali venne fondata la Costituzione. Valori emersi durante la lotta di liberazione, grazie al contributo militare, civile, morale, culturale di cattolici, monarchici, badogliani, comunisti, azionisti, socialisti, prigionieri di guerra, sacerdoti, suore. L’intervento spinge a tornare dunque all’ampiezza del fronte resistenziale originario, oggi ridotto ad un ambito monocolore minoritario. Basti pensare che gli uomini e le donne che fecero la Resistenza dal 1948 si divisero in tre grandi aree: l’ANPI nella quale confluirono i partigiani comunisti (legata al PCI); la FIVL dove si ritrovarono i partigiani e i patrioti cattolici e badogliani (legati alla DC); la FIAP con i socialdemocratici (PSDI) espressione degli azionisti di Ferruccio Parri. Tutte queste anime contribuirono a scrivere la Costituzione italiana.

E fino al 1992 la Resistenza ha avuto queste diverse realtà come pilastri e non era necessario definirsi antifascisti, considerato che il neofascismo era relegato in un ambito molto ristretto e definito. Era chiaro che il 95% dell’arco costituzionale era antifascista per genetica e definizione.

Il secondo evento è legato alla riscoperta della figura di Leila Farnocchia, la ragazza di Camaiore trucidata dai nazisti nella scuola elementare di Nozzano. La presidente dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà Simonetta Simonetti ha ricostruito, grazie ai documenti e agli atti del processo, l’intera vicenda.

Il 22 agosto del 1944 da Pontemazzori la giovane Leila Farnocchia scese a Camaiore per rinnovare la carta di identità. Con la madre, ferita a causa di un bombardamento, era sfollata in collina e ogni giorno si recava in città per prendere oggetti a casa e fare la spesa. Si fermò in via di Mezzo a guardare i manifesti del cinema. Indossava una gonna pantalone corta e sulle spalle aveva un tascapane. La conoscevano come la maestrina seppur non insegnasse. Ad un tratto passò un tedesco in bicicletta che prima le urlò di andar via, poi si fermò e le si avventò addosso. Con lui una giovane prostituta al servizio degli occupanti tedeschi. Catturata venne spinta prima in casa del lattaio – confiscata dai nazisti – poi caricata su una automobile e condotta a Nozzano, dove, presso la scuola elementare le SS avevano creato una terribile prigione dove si consumarono indicibili torture e decine di assassinii. Lì i tedeschi ne fecero un corpo morto prima di ucciderla. Simonetta Simonetti ricostruisce attraverso gli atti processuali, la storia di Leila Farnocchia e delle due ragazze, che si prostituivano con i tedeschi e che dopo la guerra furono portate in tribunale.

Una storia terribile che va letta contestualizzando e tornando a quei giorni di fame, miseria, paura, disperazione, durante i quali – come ebbe a dire durante il dibattimento un avvocato della difesa – “bastava molto meno” per essere condotta in carcere, abusata o fucilata.

Il terzo intervento è legato al vissuto delle famiglie durante la guerra in lucchesia. Racconta la sua storia Maria Pia Pieri ed emerge un ricordo sulla Seconda guerra mondiale vista attraverso gli occhi di una bambina, tra i rastrellamenti, i bombardamenti, le privazioni, la paura.

Da Barga e Nozzano una famiglia cerca di sfuggire alle devastazioni, non solo materiali, ma intime, personali. E così il vagare e l’attendere, il fuggire, il partire, diventano gesti che l’immaginario infantile osserva e declina, in un personale abbecedario che è la vita.

La guerra attraverso la scuola tra temi e dettati, tra gesti eroici e parole sfuggenti, disegni e immagini tratte da giornali, lentamente diventa qualcosa di più concreto. Lo sbarco in Sicilia del luglio del 1943 e il successivo 8 settembre fanno crollare il Regime e con esso un intero sistema. Da quel momento è attesa dell’arrivo degli Alleati.

Si contano i giorni, si passano le notizie, si ascolta Radio Londra e soprattutto si osserva il mutamento. La famiglia di Maria Pia Pieri si ritira da Barga in montagna ma quando tutto intorno la terra brucia per il fermarsi della Linea Gotica la situazione diventa insostenibile. E allora la fuga a Nozzano occupata dagli inglesi e dunque la scoperta di “altri” alleati ben differenti dagli americani conosciuti a Barga.

L’Associazione Toscana Volontari della Libertà con questi tre interventi intorno al 25 aprile intende riaccendere la luce su quanto vissuto, sui valori emersi durante la lotta di liberazione e sulla necessità di tornare ad allargare il fronte comune di fronte all’orrore dei totalitarismi.

I tre eventi verranno presentati venerdì 23 aprile alle ore 19 e messi a disposizione delle scuole e della cittadinanza attraverso i canali social e il sito di ATVL: http://www.atvl.it

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