Partigiani si e partigiani no: quando la politica divide le montagne e le poppe di Edwige Fenech

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maggio 24, 2016 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

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Nulla di nuovo sul fronte occidentale. Anche nei mesi terribili della lotta partigiana si discuteva in montagna e si litigava, e ci si divideva e spesso ci si sparava, proprio come accadde a Porzus.
La politica divide come i crinali o i torrenti e da una parte è anche un bene. Segno di democrazia. Del resto se tutti la pensassimo allo stesso modo saremmo o in una dittatura o nella classe dei pluriripetenti.

La questione però è che non si può e non si deve entrare nella testa degli altri. In poche parole: non si può dire che tutti i meccanici d’Italia ammirino le poppe di Edwige Fenech, perché sicuramente ce ne saranno alcuni che le poppe le amano piccole o a coppa di champagne o a melone, con la cresta alta o con quella bassa, più larghe o più strette, a punta o schiacciate, molli o sode, cadenti o superiori, con i capezzoli a raggi di sole o piccoli come i bimbi. Insomma avete capito. Non si può far dire a qualcuno quello che molti non pensano.

Il problema però qui si divide. Da una parte rimangono le poppe – perché sembra alla fine che la questione sia sempre quella lì – e dall’altra i partigiani che quelli veri ormai sono tutti morti. Anagraficamente quelli che hanno imbracciato consapevolmente lo Sten e hanno combattuto contro i nazifascisti, correndo con le scarpe rotte e una fame atavica, stracciati e impauriti, ormai sono pochissimi. E tanti di quelli che sono rimasti non ci sono più con la testa. E anche questo è un bene perché se fossero savi alcuni correrebbero a dissotterrare il mitra e sarebbero guai per tutti. In primis per i vertici delle associazioni di partigiani che da sempre litigano e si fanno scherzi atroci.

Perché tutto poi ritorna lì al 1948, quando i partigiani italiani si divisero sbattendo la porta. Da una parte i comunisti, al centro i cattolici, alle ali i monarchici e badogliani. In mezzo i tantissimi militari. Ecco alla fine il mondo partigiano si porta dietro questa dicotomia politica, questa divisione che  genera ancora oggi tutto questo caos.

Forse sarebbe meglio litigare per le poppe della Fenech.
O forse è proprio questo quello che stanno facendo.

 

andrea giannasi

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