Certi di essere liberi tra il silenzio dell’intelligenza e la curiosità

1

maggio 2, 2016 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

lavoratori-volpedo-prospektiva

Ci prepariamo al silenzio delle intelligenze o ci armiamo di curiosità

Quando una montagna frana improvvisamente lo spostamento della massa di terra crea un boato e poi segue il fragore delle case diroccate e delle strade divelte.
E’ dunque un momento forte, che rimane a perenne memoria.
Quando invece la frana si trasforma (o meglio si nasconde) in un lento e progressivo smottamento, questo può durare anni. E’ silenzioso ma presente e attivo.

Ecco quello che in poche parole sta accadendo alla democrazia nel mondo occidentale.
Non siamo di fronte ad un colpo di stato militare o ad una presa di potere con violenza, ma ad un lento e progressivo arretramento delle elementari norme democratiche.

Non ce ne rendiamo conto ma piano piano stiamo vedendo erodere le nostre libertà. E la cosa più paradossale è che solo alcuni si rendono conto di queste perdite, mentre per altri tutto è come prima. Immutato.
Infatti oggi come nel passato abbiamo una sorta di cortina fumogena o impalcatura (chiamatela come volete), che fa pensare di avere ancora in mano il controllo della nostra vita democratica, ma in realtà è solamente una parvenza.

Un esempio su tutti: i social network sembrano unire i cittadini del mondo occidentale sotto un unico grande gesto di libero pensiero. Ognuno sulle proprie bacheche scrive il proprio pensiero – spesso superando le righe della decenza e dell’intelligenza – pensando di esprimere e difendere la propria libertà.

In realtà è tutto un infingimento. Si pensa di essere liberi ma in realtà è come essere sepolti vivi o chiusi ben serrati in una stanzina piccola e angusta dove abbiamo uno schermo sul quale possiamo scrivere ciò che vogliamo. Non sappiamo per esempio che se scriviamo che siamo a favore del fotovoltaico come energia alternativa (per fare un esempio), questo nostro pensiero lo leggeranno solamente gli amici delle nostre cerchie e qualche amico degli amici. Moltiplicando il tutto, sono sempre pochi rispetto ad una massa informe che corre da sola verso il nulla.

E qui mi spiego meglio.

Soffriamo tutti della Sindrome di Robinson Crusoe. Ed è un virus frutto dello sfrenato consumismo figlio di quel capitalismo che ha trionfato e trionfa ovunque nel mondo. In poche parole siamo chiamati ad essere solamente dei consumatori singoli, solitari, univoci.
E come Robinson Crusoe viviamo ognuno nella propria piccola isola. Ognuno con il proprio pensiero, la propria idea, fa le proprie scelte, si crea una propria piccola repubblica (con le sue leggi), ha una sua religione crede nel suo Dio ed è “padrone” del suo mondo.
E come Robinson Crusoe quando scopriamo l’orma di un altro uomo sulla nostra piccola isola ci irritiamo.
Ci arrabbiamo per l’intrusione di Venerdì al quale non riconosciamo alcun diritto. E’ comunque e rimarrà un diverso, un reietto, un uomo lontano da noi e comunque entrato senza permesso sulla nostra isola.

Dunque non lo ascoltiamo, non seguiamo i suoi consigli, non ci interessa quello che ha da farci vedere e soprattutto non vogliamo seguirlo da nessuna parte.
Certi di essere liberi e di vivere in un mondo felice.

In realtà siamo lontani dagli altri, dalle persone con le quali parlando e confrontandoci possiamo crescere, migliorare e pensare che solo insieme si possono sognare nuovi mondi.

“Nessun uomo è un’isola”.
Forse è tardi e tutto è perduto. Forse la democrazia come sistema è fallita e la massa sempre più ignorante (per scelta, intendiamoci), e sempre meno educata alla conoscenza e alla difesa  dei valori democratici è destinata a tornare ad essere massa informe soggiogata e schiava degli oligarchi.

La Russia – così come molte altre nazioni – insegna che si può tornare ad avere un dittatore senza che le masse muovano un dito. Certo assassinando oppositori e giornalisti, ma questo fa parte del sistema silenziato, del piccolo smottamento.

Prepariamoci al silenzio delle intelligenze o ci armiamo di curiosità?

Andrea Giannasi

Annunci

One thought on “Certi di essere liberi tra il silenzio dell’intelligenza e la curiosità

  1. […] via Certi di essere liberi tra il silenzio dell’intelligenza e la curiosità — Prospektiva […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: