Jeannette Mayne: la Francese tra resistenza e comunismo

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aprile 27, 2016 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

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La Francese, la storia della resistente Giovanna Mayne presentato a Lucca venerdì 29 aprile

Esce in questi giorni nelle librerie “La Francese, la lunga vita di Giovanna Mayne” di Virginio Monti. Il libro, edito da Tralerighe libri editore, è dedicato alla figura di Jeannette Maria Enrichetta Mayne. Pur di famiglia cattolica e conservatrice, fin da adolescente Giovanna si sente attratta dal pensiero comunista e dalle vicende della Rivoluzione Russa. Iscritta al PCF, si separa dal primo marito per sposare un giovane lucchese conosciuto in Francia, sua terra di origine. Insieme emigrano a Berlino in cerca di lavoro, ma i grandi bombardamenti dell’autunno del ’43 li costringono a lasciare la Germania per ritrovarsi a Bagni di Lucca, paese natale del marito. Qui, incurante dei rischi, Jeannette, ormai diventata per tutti “Giovanna la Francese”, sfrutta la conoscenza della lingua tedesca per farsi assumere nella mensa della TODT e al servizio del comando germanico. Utilizza questa sua posizione per trafugare cibo e vivande da passare a famiglie bisognose. Entrata in contatto con i partigiani dell’XI zona, fornisce loro indicazioni utili riferendo conversazioni ascoltate tra gli ufficiali tedeschi. Con la Liberazione Giovanna dedicherà il suo impegno alla militanza politica e sindacale, iscrivendosi al PCI e divenendo la Segretaria della Camera del Lavoro di Bagni di Lucca.

L’accurato lavoro di Virginio Monti, frutto di una capillare ricerca storica anche su Bagni di Lucca durante l’occupazione nazista, sarà presentato venerdì 29 aprile alle ore 18:00 presso la sala conferenze “Carlo Gabrielli Rosi” al Museo della Liberazione di Lucca, in via S. Andrea. Modera l’incontro Andrea Giannasi.

Ci sono nella vita incontri che nel corso del tempo non riescono a fissarsi nella memoria né a coinvolgere né scalfire i sentimenti, così che di essi rimane solo una flebile e vaga traccia. Altri incontri invece sono così coinvolgenti che lasciano un segno duraturo, caricando i protagonisti di un fardello di emozioni, di passioni, di amicizia e, talvolta, di amore, che pretendono di restare fino alla fine dei giorni.

L’incontro di Virginio Monti con Jeannette Mayne è sicuramente ascrivibile a questa seconda specie se, a venti anni di distanza dalla morte di lei, lui ha deciso di dedicarle questa pubblicazione. Per chi, come Virginio, ha impegnato la sua intera militanza politica a battersi per affermare i valori della giustizia e dell’antifascismo o, per dirla nella lingua madre di Jeannette, i valori di “Libertè, Egalitè, Fraternitè”, non deve essere stato difficile restare affascinato dalla figura di questa donna, così combattiva e coerente con quei valori fino all’ultimo istante della sua lunga vita.

L’autore Virginio Monti è nato a Lucca nel 1947 ma vive da sempre a Bagni di Lucca. Negli anni ’60 frequenta l’ITIS, dove si distingue tra gli animatori del movimento studentesco lucchese, entrando a far parte della “sinistra extraparlamentare” e collaborando alla fondazione di una organizzazione marxista-leninista. Raggiunto il diploma si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa, che però abbandona per iniziare il suo lavoro di operaio in fabbrica. Dopo una militanza in Democrazia Proletaria, si iscrive a Rifondazione Comunista che lascerà con altri compagni per aderire al Movimento per la Confederazione dei Comunisti. Nel 1976 si sposa con Stella Salotti da cui avrà tre figli: Ramona, Paloma e Luca. Raggiunta l’età della pensione, oggi può dedicare più tempo a leggere e studiare la storia del Movimento Operaio e della Resistenza. Le sue passioni principali, mai abbandonate, sono il gioco degli scacchi e il pensiero politico che così manifesta: “In un mondo dove le leggi del mercato capitalistico sono riuscite a marginalizzare e disarticolare il movimento operaio e sindacale, anche a causa di gravi cedimenti della sinistra storicamente determinata e dei sindacati stessi, il pensiero marxista mantiene inalterate le sue qualità strategiche, la sua centralità da cui occorrerà ripartire per rilanciare a livello di massa la sempre più indispensabile lotta alle crescenti diseguaglianze”.

 

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