Dietro l’incendio della libreria Ritter un paese ignorante e senza valori. Neofascisti e veterocomunisti lontani dai veri problemi espressi da Expo

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aprile 30, 2015 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

libreria-ritter

Ieri è accaduto a Milano un fatto che dimostra quanta ignoranza ancora regni nel nostro paese. Ignoti hanno incendiato una libreria, la Ritter, che da anni propone testi di storia militare e di dottrina politica, ma anche romanzi e opere di piccole case editrici spesso escluse dai grandi circuiti di distribuzione.

Una libreria indipendente che faceva cultura.

L’evento è stato immediatamente politicizzato alzando il campo tra la destra (in questo caso, secondo alcuni, vittima) e la sinistra come mandante del gravissimo gesto.
Ecco ancora una volta regnare una ignoranza spaventosa, faziosa, di parte che si autoalimenta di odio e di vecchi ricordi. Neofascisti nostalgici contro comunisti che da anni si definiscono gli unici eredi della Resistenza.

Nulla di più sbagliato. La Resistenza fu fatta da un popolo per creare quei valori che sono nella Costituzione. Puntelli saldi che vivono nella fraternità, la solidarietà, il dialogo, il confronto. Ma soprattutto anelito di libertà e di democrazia.
Quindi chi ha incendiato una libreria è tutto fuorché un erede della Resistenza partigiana. Resistenza che oggi permette a tutti di vivere in un paese democratico; resistenza fatta da un popolo contro le dittature, il razzismo, l’intolleranza.

Ecco la prima ignoranza da abbattere: la destra neofascista comprenda che la RSI era un crogiuolo di violenza e di mali, legato al nazismo della soluzione finale; i neocomunisti capiscano una volta per tutte che non sono i tenutari unici dei valori della Resistenza. Valori che appartengono ad ogni cittadini libero, che lotta ogni giorno contro i piccoli e i grandi soprusi, che capisce la differenza tra chi crea e chi distrugge, che vuole crescere in un paese democratico.

Una libreria incendiata è un brutto segno che i veri eredi dei valori della Resistenza devono contrastare con la forza del dialogo, della fraternità, della solidarietà.

E molto c’entra in questi nuovi scontri l’EXPO vetrina per le multinazionali, luogo simbolo del potere economico, pronto a vendere biglietti per creare nuovi consumatori.
Lasciamo che neofascisti e veterocomunisti si spacchino la testa o gli facciamo capire che i nuovi problemi non sono più tra repubblicani della RSI e partigiani delle Brigate “Garibaldi”?

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