L’ottico Dippold, Edgar Lee Master e le (in)giuste visioni del mondo

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ottobre 8, 2014 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

edgar-lee-master-prospektivaOggi sono poesia e vago alla ricerca dei miei occhiali, persi chissà dove. Costretto dall’ottico a perder tempo a scegliere nuove lenti, osservo lettere rovesciate.
Mi sforzo di chiamarlo Dippold ma è Renato, che non ha poesia tra le mani solo pezzi di vetro smerigliato.
Cosa sarà di noi senza poesia?

(Edgar Lee Master scrisse “Dippold l’ottico” tra il 1914 e il 1915 e la incluse nel 1916 nell’Antologia di Spoon River, opera amata da molti e ancora oggi insuperabile. L’autore invece morì solo, povero e e dimenticato in un ospizio nel 1950. Solo dopo – molto tempo dopo – le Poste americane gli hanno dedicato un francobollo).

Buona lettura
andrea giannasi

DIPPOLD L’OTTICO

Che cosa vedi adesso?
Globi rossi, gialli, viola.
Un momento! E adesso?
Mio padre, mia madre e le mie sorelle.
Sì! E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, volti gentili.
Prova queste.
Un campo di grano – una città.
Molto bene! E adesso?
Molte donne con occhi chiari e labbra aperte.
Prova queste.
Solo una coppa su un tavolo.
Oh, capisco! Prova queste lenti!
Solo uno spazio aperto – non vedo niente in particolare.
Bene, adesso!
Pini, un lago, un cielo estivo.
Così va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggimene una pagina.
Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina.
Prova queste.
Profondità d’aria.
Eccellente! E adesso?
Luce, solo luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo.
Molto bene, faremo gli occhiali così.
DIPPOLD THE OPTICIAN
What do you see now?
Globes of red, yellow, purple.
Just a moment! And now?
My father and mother and sisters.
Yes! And now?
Knights at arms, beautiful women, kind faces.
Try this.
A field of grain – a city.
Very good! And now?
Many womens with bright eyes and open lips.
Try this.
Just a globet on a table.
Oh I see! Try this lens!
Just an open space – I see nothing in particular.
Well, now!
Pine trees, a lake, a summer sky.
That’s better. And now?
A book.
Read a page for me.
I can’t. My eyes are carried beyond the page.
Try this lens.
Depths of air.
Excellent! And now?
Light, just light, making everything below it a toy world.
Very well, we’ll make the glasses accordingly.

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