“Mongolski bedeker” di Svetislav Basara è uno dei libri da non leggere

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novembre 18, 2013 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

Basara-Mongolski-prospektiva

Nella sua bella trasmissione “Book Generation”, Andrea Giannasi, nel portare i libri in TV, consiglia, nel finale, il libro da non leggere. In realtà il libro da non leggere è un testo magari ignorato, dimenticato, certamente degno di grande attenzione. “Mongolski bedeker” di Svetislav Basara è uno dei libri da non leggere…

Il protagonista del romanzo riceve una lettera misteriosa da parte di un amico che si è appena suicidato. L’amico che non c’è più, lo invita a recarsi in Mongolia per scrivere, al suo posto, una guida turistica. Inizia così questo romanzo particolare ricco di pensieri fatti di ricordi, con una narrazione sospesa tra realtà e finzione. Spinto dalla lettera, raggiungerà Ulan Bator, la principale città della Mongolia. Scoprirà luoghi nuovi, a tratti improbabili anche se veri. Sono posti dei quali qualcuno parlerà anche bene per giustificare il fatto stesso di viverli ogni giorno. C’è uno strano incontro con un vescovo olandese, “trasportato” in quei luoghi remoti da un sogno impossibile che lo ha imbrigliato. La scrittura di Basara alterna percorsi narrativi semi-comici ad altri tipicamente semi-filosofici. E’ una scrittura agile e gradevole che avanza con un ritmo che cattura il lettore. Ci sarà lo spazio ed il tempo per incontrare anche un ex militare dell’armata rossa diventato, ormai, monaco buddista. A seguire, uno strano e defunto personaggio francese, quasi indecifrabile, che si trascina sulle spalle storie dal sapore scabroso. Non poteva mancare un italiano; un tale Andreotti che svolge la professione di psicoanalista. Per chiudere il quadro dei personaggi, la bella penna di Basara descrive la figura di un’attrice che dovrebbe essere, a detta di tutti, Charlotte Rampling. Quelli descritti, sono tutti personaggi estremi ai limiti del reale. Le loro storie restano sospese tra lucidità e follia. La narrazione si svolge presso l’Hotel Gengis Khan di Ulan Bator. Qui, tra fiumi di vodka, vengono avviate delle discussioni così particolari che ben alimentano un romanzo che non si mostra mai scontato. Si discute della vita fatta di ruoli recitati. Si parlerà dell’incertezza del proprio io e del proprio essere. Il defunto signor Mercier esporrà le sue teorie sul tempo esteriore e su quello interiore; esistono diverse tipologie di uomini proprio in funzione della loro capacità di vivere la dinamica dei tempi. L’autore ricava gli spazi per passare in rassegna anche la sua vita. L’esperienza vissuta dagli umani appare come un movimento continuo in un fondo melmoso dove le stesse costruzioni (palazzi, stadi, case) altro non sono che tentativi per cercare di emergere dal fango. Su tutto, resta la magia e la bellezza dei sogni anche se le scale per raggiungerli non arrivano abbastanza in alto. La stessa idea di scrivere una guida turistica sarà del tutto particolare e ben lontana da schemi noti. In fondo, nella vita tutto può cambiare, negando ciò che prima era noto e affermando, con certezza, ciò che appariva improbabile. Quando qualcosa si ripete, l’inconsueto può divenire consueto e una presunta verità, nel momento in cui cessa di ripetersi, immediatamente può assumere il sapore dell’insolito. Tutto può cambiare … persino il passato che, ripercorrendolo, potrebbe appartenere, in un legittimo dubbio, all’uno o all’altro sogno. Certamente un libro da leggere in cui i simpatici spunti narrativi di Basara ben supportano interessanti e profonde riflessioni filosofiche.

Svetislav Basara è nato nel 1953 in Serbia. E’ stato per diversi anni ambasciatore della Serbia a Cipro. E’ considerato uno dei più importanti scrittori serbi della sua generazione. Ha scritto una ventina di romanzi tra cui “Le storie di ciclisti”, considerato uno dei migliori romanzi della seconda metà del XX secolo della letteratura serba. I suoi scritti sono stati tradotti in diverse lingue. “Mongolski bedeker” è il secondo romanzo tradotto in italiano dopo “Quel che si dice dei ciclisti Rosacroce”.
Svetislav Basara: “Mongolski bedeker” (1992), Quodlibet (collana compagnia extra) 2009, pag. 156, euro 12,50.

stefano carnicelli
http://www.stefanocarnicelli.it/

 

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