Chi ha abbandonato cento lettere in un cestino? Aldo Putignano cerca di capirlo

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novembre 7, 2013 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

putignano-social-zoo
Circa uno o due o tre anni fa trovai in un pubblico cestino attiguo al mio ufficio una busta di plastica di uso corrente di centimetri 35×30 contenente più di un centinaio di lettere di diversa misura e dimensione.
Già a una prima occhiata in apparenza disinteressata, era possibile notare che gran parte di quel consistente ammasso di fogli era in ottimo stato di conservazione: il proprietario si era preoccupato di conservare di tali lettere soltanto il contenuto, a eccezione di un minimo gruppo, quattro o cinque lettere, ancora sigillate e dunque da considerare mai aperte.
Immediatamente ho ritenuto che ivi potesse nascondersi del materiale privato d’argomento confidenziale e/o pruriginoso, e con altrettale rapidità l’istinto mi ha comunicato di portar via tutte quelle lettere, o almeno tutte quelle che entravano nella mia borsa da lavoro, e leggerle: e così ho fatto.
Il destinatario di tali lettere risulta essere un certo Lorenzo, a me ignoto, e di cui, nel rispetto delle moderne leggi sulla privacy (che cambiano ogni minuto, quindi non si sa mai) non rivelerò né il cognome presunto (vi sono alcune difformità fra un’epistola e un’altra) né l’indirizzo che per altro non conosco. Le lettere sono state inviate da diverse persone, presumibilmente per posta ordinaria, in un arco temporale di pochi mesi, a partire da giugno 2008: da indizi interni è possibile però supporre che alcune di queste, almeno le epistole facenti capo a una sedicente signorina Armida, siano state recapitate a mano.
Nel leggerle vi ho trovato molte cose interessanti, ma alcune lettere erano eccessivamente noiose e prolisse, e quelle le ho gettate. Ho dunque messo in ordine i fogli secondo la data d’invio riportata sulle singole lettere, e dove mancava ve l’ho aggiunta io, aiutandomi con abili congetture; quindi le ho ricopiate al computer e nel dare così ulteriore sguardo alla materia ne ho reso più agevole la lettura eliminando passi di dubbia interpretazione o di scarso interesse e regolarizzando le forme in brillante italiano, per evitare al lettore futuro di perdersi nell’allegra confusione delle forme dialettali. Per ogni epistola presa in considerazione ho annotato il mittente e, dove indicato, data e luogo di stesura in un’apposita rubrica antecedente al testo, e in calce ho ricopiato gli eventuali allegati, ma non tutti, solo quelli ai quali ho attribuito maggior importanza al fine di cogliere il discorso complessivo.
Dopo di che mi sono reso conto che da questi testi non era possibile ricavare alcun senso complessivo.
Tale fastidioso risultato era imputabile a mio avviso all’eccessiva varietà dei mittenti, in ragione della quale ho pensato bene di eliminare un buon gruppo di lettere, e per non essere arbitrario nella scelta ho gettato via tutte quelle il cui mittente avesse il nome proprio iniziante per una lettera compresa fra la S e la Z. Fra le rimanenti ho effettuato ulteriori tagli e alcuni preziosi interventi (per lo più segnalati al lettore attraverso parentesi quadre e la sigla NDF) al fine di permettere anche all’utente più distratto di seguire con facilità le varie storie che da questi scritti così diversi sembrano irradiarsi, per forza propria.
In quanto lettere private ho ritenuto mio dovere preoccuparmi di dar loro una pubblica conoscibilità, motivo per cui ho consegnato il carteggio, così raccolto e sistemato, al mio editore, il dottor Putignano, che tanto quello pubblica di tutto. Su suo suggerimento vi ho aggiunto di mia mano alcuni passi di natura confidenziale e/o pruriginosa, al fine di tenere sempre alto il valore letterario dell’opera senza offendere il gusto del pubblico, amante di tali piacevolezze.
A differenza di quel che avreste fatto voi, non ho aperto quelle poche lettere ancora sigillate in busta avoriata priva di mittente e di destinatario; ma se pure l’avessi fatto, per ampliare lo spettro delle mie informazioni a riguardo, comunque non ve lo direi.
Non mi è stato possibile ottenere l’assenso alla pubblicazione delle epistole in tal modo raccolte ed emendate da parte del destinatario, il signor Lorenzo, e dei mittenti, in quanto quasi nessuno di questi è di mia conoscenza, ma ritengo che il fatto stesso che tali lettere fossero state gettate e per di più in un cestino all’aperto – dal quale pertanto chiunque avrebbe potuto attingere liberamente – mi esima da ulteriori indagini. Un eccesso di scrupolo avrebbe compromesso il tempismo della pubblicazione cui, ho ragionevoli motivi di credere, nessuno di tali autori potrebbe aver desiderio di opporsi: chi non vuol essere scrittore al giorno d’oggi!
Approfitto pertanto di queste note per ringraziarli: qualora poi fra queste lettere vi fosse capitato di riconoscerne una o più di vostra fattura, vi prego di darmene immediata comunicazione affinché io possa con altrettanta solerzia darne notizia ai miei restanti ventiquattro lettori.

“Social Zoo” di Aldo Putignano (Homo Scrivens, 2013)
Premio speciale al Contropremio Carver 2013

One thought on “Chi ha abbandonato cento lettere in un cestino? Aldo Putignano cerca di capirlo

  1. Bruno Giannoni ha detto:

    Ho evitato di tentare di leggere il libro con le lettere composto dall’autore, sig. Putignano: sono geloso della altrui privacy! Caso mai sarei interessato alle aggiunte “pruriginose” volute dall’editore. Sapete, in nome della cultura…

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