Votare per chi, votare perché; prefazione di Paolo Guzzanti al saggio di Rita Dietrich

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novembre 5, 2013 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

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Il saggio “Votare per chi, votare perché” di Rita Dietrich (IBUC) ha vinto il Contropremio Carver 2013 – ex aequo con “Apocalypse now? Clima, ambiente, cataclismi possiamo salvare il mondo. Ora” di Luca Lombroso (Edizioni Artestampa).
L’argomento è di quelli urgenti che meritano giustamente approfondimenti e letture. Proprio come fa Rita Dietrich che ha ospitato nel proprio studio la prefazione di Paolo Guzzanti che vi proponiamo integralmente.
Buona lettura

Disorientati, impoveriti, arrabbiati e distaccati dalla politica considerata come una cosa ostile, truffaldina, indecente: così gli italiani si preparano ad andare alle urne. Nulla è più come prima e non si sa come sarà dopo.
I giovani che non hanno conosciuto la prima Repubblica, quella grigia dei partiti di massa, dei comitati centrali e delle Direzioni a porte chiuse, delle correnti e degli spifferi e hanno vissuto soltanto lo scontro fra berlusconismo e antiberlusconismo, si rifiutano di comprendere e dunque di accettare le manovre politiche come qualcosa che abbia a che fare con il loro benessere e in generale nessuno, o quasi, si sente effettivamente rappresentato da quelle manovre.

La crisi globale, l’impoverimento, le banche che non prestano soldi ma cercano solo di fare soldi per le loro casse, tutto si è rovesciato sul cittadino come uno smottamento incontenibile e di cui si è persa la cognizione, la ragione. E in questo cataclisma si è persa la cognizione stessa della politica: che cosa è la politica? Quando è nata, a che cosa serve, qual è la politica migliore? Siamo – politicamente parlando – creature naturalmente buone come pensava Rousseau, o una massa di figli di puttana – homo homini lupus – che cercano solo di fregarsi l’un l’altro come riteneva Hobbes?
Questo libro di Rita Dietrich è uno strumento di terapia intensiva, persino rassicurante che permette di rimettere in ordine le idee, di prendere le giuste distanze dalla rissa e dalle emozioni, ricordarci che cosa siamo stati come animali politici nel passato, da dove veniamo per cercare di capire dove possiamo andare, scoprire che cosa ci aspetta: saremo protagonisti o sudditi? dovremo soltanto subire  mutamenti guidati da stellari tecnocrati piovuti dal cielo e che portano i nuovi comandamenti loro dettati dalla BCE, oppure i cittadini – i nostri eroi – riusciranno a prendere il controllo del loro destino ed esercitarlo nelle forme dovute?

Rita Dietrich ha preparato un manuale di servizio in queste pagine e sazia tutte le curiosità. C’è un vecchio ostico detto dei biologi che avverte: l’ontogenesi ricapitola la filogenesi. Ovvero –  in termini più leggeri – il passato, la storia, determina il singolo individuo sia in natura che nella storia. Siamo ciò che siamo stati, siamo “da dove veniamo”, non si inventa la politica da un giorno all’altro.

Mi ha sempre incuriosito il fatto che gli americani leggano libri in quantità doppia di noi italiani, perché noi pensiamo sempre di essere i portatori sani di una eredità culturale antichissima. Ci sembra impossibile che gli americani leggano il doppio di noi. Poi però se uno va a vedere che cosa leggono gli americani, scopre che sono dei divoratori di manuali: giardinaggio e storia, medicina e astronomia, come si organizza una festa e come si organizza un funerale, come si fa il sesso e come ci si avvicina alla morte, al gioco in borsa.
Tutto negli Stati Uniti è pensato come materiale organizzabile attraverso libri che spieghino in modo completo e chiaro come si affrontano i problemi e come si cercano le soluzioni. La Dietrich ha svolto con esemplare spirito di servizio un compito simile e poco conosciuto in Italia. Ha creato un manuale storico, pratico, chiaro, talvolta persino didattico, più spesso divertente e sorprendente che alla fine risulta non soltanto di estremo interesse, ma anche una  stimolante provocazione per il cittadino che vuole sapere adesso che cosa è, come è nata e come forse diventerà  la politica, quante forme di politica.

Il lavoro di Rita Dietrich arriva in libreria in un momento drammatico per l’Italia e anche per l’Europa, per non dire del mondo intero. La politica si presenta come un meccanismo avviato verso “una lenta ed estenuante autodistruzione fino a rischiare di arrivare alle estreme conseguenze del suicidio”. Dunque questo manuale costituisce anche un antidoto alle pulsioni distruttive che ci assalgono ogni volta che accendiamo la televisione e che sentiamo parlare i politici o gli antipolitici.

La lettura della storia politica dell’Occidente così come è qui ricapitolata e svelata, permette di capire e prepararsi all’oggi. Per esempio, non siamo e non potremo mai essere nell’agorà ateniese dove il popolo tutto, i cittadini tutti (ma in realtà solo i maschi di una certa età) partecipano coralmente alla cosa pubblica. L’astensione dalla politica per noi è diventato un sacro diritto, così come è diventato uno sport nazionale  disfarsi della politica e dei politici: prima le vecchie cariatidi della prima Repubblica, poi i Bossi e Berlusconi e i Prodi e D’Alema della (quasi) seconda, mentre arriva la terza Repubblica che ha già rottamato Di Pietro e ha ingaggiato i super Marios, insieme ai giovanissimi che si apprestano ad affrontare senza rete uno scenario fatto di trappole, debiti pubblici, fughe di cervelli e capitali, astensioni di massa. Di fronte a questo nuovo scenario la Dietrich ci lascia, ma ci lascia dopo aver fornito attrezzi, strumenti e consapevolezze che prima non avevamo o non ricordavamo. E dunque questo è sia un manuale di sopravvivenza che un manuale per vincere la più difficile partita politica della nostra storia.

Paolo Guzzanti

 

2 thoughts on “Votare per chi, votare perché; prefazione di Paolo Guzzanti al saggio di Rita Dietrich

  1. L’ha ribloggato su ritadietriche ha commentato:
    Una via di speranza per evitare la desolazione sociale

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