Il libro maledetto di Italo Calvino, Santiago e il maestro perduto

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ottobre 15, 2013 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

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Italo Giovanni Calvino Mameli, noto come Italo Calvino, ma amato più come “Santiago” – il nome di battaglia scelto quando era partigiano – oggi avrebbe compiuto 90 anni. Nato il 15 ottobre del 1923 a Santiago de Las Vegas de la Habana sull’isola di Cuba, morì il 19 settembre del 1985 all’ospedale del Santa Maria della Scala a Siena. Un edificio medievale che se ne sta in faccia al Duomo e che oggi è un Museo e luogo di presenze culturali. Un posto che sarebbe piaciuto a Calvino.
Grande narratore non ha bisogno di alcuna presentazione essendo ancora oggi lettera viva, tra i nostri scaffali. In questo giorno, dicevamo, si ricordano i 90 anni dalla nascita, e noi non intendiamo seguire il corso e presentare la biografia o le opere più importanti (su tutte “Il sentiero dei nidi di ragno” del 1947, “Il  Visconte dimezzato” del 1952, “Il barone rampante” del 1957 o “Marcovaldo, ovvero Le stagioni in città” del 1963, et cetera).
Opere che con altre come “La giornata d’uno scrutatore” del 1963 o le fiabe sono storia della letteratura italiana.
Ma Italo Giovanni Calvino Mameli per l’Italia era altro. Molto altro. Per questo vorremmo riprendere il discorso e parlarvi del libro maledetto di Calvino. Si intitolava i “I giovani del Po” venne pubblicato in cinque puntate, sulla rivista «Officina» di Pasolini, dal gennaio 1957 all’aprile 1958; il libro fu scritto da Calvino all’inizio degli anni Cinquanta e mai era stato pubblicato. L’autore lo considerava un libro «fallito da tutti i punti di vista», che aveva acconsentito a pubblicare solo perché potesse almeno «servire come oggetto di studio su tavolo anatomico». Nella nota introduttiva che uscì insieme alla prima puntata del romanzo, l’autore spiegava la nascita del testo e del perché avesse sentito l’esigenza di immergere mani e piedi in questa storia: «ci riuscirò, una volta o l’altra» a scriverlo questo romanzo sulla «città con operai»; ma siccome ci vorranno ancora diversi anni, perché «è un tema che non faccio che prenderci delle testate da dieci anni», intanto riesco a presentare solo questo «romanzetto», testimonianza dell’incessante ricerca. In ogni caso esperimento riuscito o meno Calvino nel 1957 parla di operai e di città stimolando altri ad entrare sull’argomento.
Ecco chi era l’uomo  che poco più che ventenne all’indomani dell’uccisione da parte dei fascisti del giovane medico e comandante partigiano Felice Cascione, avvenuta nel gennaio del 1944, decide di aderire alla seconda divisione d’assalto “Garibaldi” intitolata proprio a Cascione. Combatte e continua a porsi domande e cercare risposte. Indaga il presente per costruire il domani.
Ecco perché ci manca Santiago, perché ci manca un maestro.

andrea giannasi

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2 thoughts on “Il libro maledetto di Italo Calvino, Santiago e il maestro perduto

  1. Eleonora ha detto:

    Buongiorno,
    ho visto che avete recuperato un pezzo dell’opera di Calvino,”I giovani del Pò”. Avrei bisogno di un aiuto per avere la versione integrale dell’opera come da pubblicazione su “Officina” perchè mi serve per una ricerca. Potete aiutarmi??
    Grazie
    Eleonora

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