Sprecare una botta di culo e dimenticare i valori della Resistenza

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settembre 10, 2013 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

 

partigiani

E alla fine ce lo siamo chiesti: se quello passato fosse stato un vero 8 settembre? Se fossimo ancora nella condizione di dover scegliere, come accadde 70 anni fa, quale passo faremo? Mica è una scherzo e non sono neppure domande da poco, in questi tempi marci. E diciamola tutta fino in fondo.
Certo è che lo stato soporifero e la sonnolenza delle menti ha raggiunto un tale livello che sembra difficile rendersi conto dei “momenti storici”. Che non hanno nulla a che vedere con un qualche gol in qualche partita ufficiale o l’ultimo canestro sul fil di sirena o la prima scopatella sulla spiaggia con quello che avete inseguito da tre lustri.

Forse oggi, in questo preciso istante, siamo in un momento storico ma non ce ne rendiamo conto presi dal nulla che il regime consumistico ci propina deliziosamente ogni momento. Paroloni quasi estremisti, ma le parole spesso son più affilate delle lame.
Per questo – per rinfrescarci la memoria – vorremmo riparlare dei valori della Resistenza, l’unico momento del ‘900 di cui il popolo italiano dovrebbe andare fiero.

Sì, perché i valori di cui parliamo erano la libertà, la democrazia, la solidarietà; che sommati alla partecipazione, al dialogo e al desiderio di incontrare le diversità per crescere formavano un collante che ha trovato corpo e consistenza nella Costituzione.
Che gran rottura di coglioni, direte, la solita lezioncina di storia patria condita da preziosismi, ma cosa volete da noi lettori, voi di Prospektiva.

Ve lo diciamo in breve. Guardate che abbiamo il culo di poter lavorare ai valori della Resistenza – che proprio per non dimenticarli li ricitiamo: libertà, democrazia, solidarietà, partecipazione, dialogo – usando le parole e i gesti e non le bombe a mano o gli Sten. Qui non c’è né da farsi accoppare, né tantomeno da ammazzare qualcuno: qui si può fare il domani al caffè o in cantinetta mangiando pizza e Calvino. Guardate che gran culo e noi ce ne stiamo a consumare merendine e calcio con il cervello spento.
Epperò intanto libertà, democrazia, solidarietà, partecipazione, dialogo, se ne stanno in un angolo a far la muffa.

Ecco mica c’è bisogno di una nuova guerra per riscoprire quei valori. O sbagliamo?

andrea giannasi
gianluca pitari

4 thoughts on “Sprecare una botta di culo e dimenticare i valori della Resistenza

  1. Bruno ha detto:

    Che dire? La vogliamo cantata più in tono di così?

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