Scrittori sconosciuti fatevene una ragione: non sarete mai famosi, perché il vostro posto lo ha preso Guido Meda

4

agosto 26, 2013 di Prospektiva: laboratorio letterario tra festival e premi, tra inviti alla lettura e sentieri narrativi.

meda-prospektiva

“Egregio compagno, il suo manoscritto non corrisponde ai parametri del ‘Falò’?”.
Così rispondeva lo scrittore russo Sergej Doblatov quando collaborava alla rivista e doveva rispondere ad autori che non rientravano tra le prime tre categorie della speciale classifica degli “autori da pubblicare”.
Classifica che Dovlatov stesso aveva redatto per capire come funzionava il mondo dell’editoria.
Tutto oggi bello e stampato da Sellerio ne “Il libro invisibile”, una serie di appunti raccolti nel 1985 quando Sergej era già dissidente negli Stati Uniti, con il titolo “Nevidimaja kniga”.
Quello che in un bel libro scorre ve lo proponiamo come cartina al tornasole per capire oggi cosa accade in tante redazioni. Tutto valido per capire come si sceglie un libro.
Ecco a voi le verità di Dovlatov che poi sembrano proprio quasi verità assolute (ci siamo arrivati e viva la sincerità).
L’autore de “Il Parco di Puskin” scrive:
“1 – Un autore famoso, un noto funzionario della letteratura, il cui solo nome funge da parola d’ordine (cento possibilità su cento di essere pubblicato).
2 – Un ordinario professionista ufficiale, amico personale di Sacharnov (settanta possibilità su cento).
3 – Il funzionario di un ente parallelo con cui è indispensabile andare d’accordo (cinquanta su cento).
4 – Un autore sconosciuto, che per miracolo avesse creato un’opera al tempo stesso di talento e di congiuntura (quaranta su cento).
5 – Un autore sconosciuto che avesse creato un’opera mediocre e di congiuntura (trenta su cento).
6 – Semplicemente un autore di talento (possibilità tendenti a zero, caso più unico che raro, sanzionato dal Comitato Regionale).
7 – Un autore mediocre e per di più lontano dalla congiuntura (questa variante è fuori elenco, qui le possibilità si misurano in grandezze negative).”

E quando leggete ordinario intendete oggi un docente universitario, così come il “funzionario di un ente parallelo” – che ieri nella ex Unione Sovietica era qualcosa di realmente “parallelo” -, potremmo identificarlo in un giornalista (magari che scrive di libri sulle pagine di cultura di qualche giornale); che un giornalista in catalogo fa molto comodo.
Per gli autori sconosciuti resta il miracolo e la congiuntura: ovvero scrivere oggi – all’epoca si trattava di linea politica – seguendo le mode sul modello “tutti scrivono di vampiri e tu scrivi di vampiri”; tutti scrivono di casalinghe in cerca di emozioni sessualmente forti e tu scrivi di casalinghe in cerca di scosse elettriche con annessi gigolò man e affini” (avete ben inteso).
Alla fine la lezione è semplice quanto drammatica: se sei solo uno scrittore sconosciuto talentuoso le tue possibilità di diventare famoso calano drammaticamente sotto zero.
La domanda allora è semplice: perché diventare scrittori famosi e poi sedere con chi scrittore non è e mai lo sarà? sul modello tanto per capirci Guido Meda; bravo a commentare le motogp, ma miserino come scrittore che però essendo Guido Meda – che grazie alla frase “Vale c’è”, ha costruito il suo personaggio – oggi campeggia sulle vetrine delle librerie italiane.
Per buona pace di Dovlatov, che lui il Guido Meda lo avrebbe inserito al primo posto della classifica – è pur sempre un nome famoso – relegando però se stesso tra il punto quattro e il punto cinque: ovvero scrittore di talento ma sconosciuto.
E allora tutti voi che leggete questo pezzo fatevene una ragione e inseguite la scrittura e la lettura (che non è roba da poco), alla faccia di Meda e tutti gli altri fratellini e sorelline di latte.

andrea giannasi

P.S. Sia chiaro a noi di Meda Guido ce ne frega il giusto; lo abbiamo preso come esempio di un buon telecronista famoso grazie alle spaccate di Rossi Valentino, ma miserino come scrittore. Però visto che si chiama Meda Guido un editore ha pensato bene di pubblicargli un libro. Ora il problema è che è pure sbagliato pensare che per diventare scrittori si debba prima diventare “qualcuno” (tremiamo al pensiero che prima o poi uscirà il libro di Schettino, capitano di lungocorso), perchè se fai il calciatore o il cantante o il comico o il politico o il giornalista o il presentatore tv o la velina fai un’altra cosa.
Ecco per noi lo “scrittore” è un’altra cosa.
Tipo Dovlatov per capirci.

Annunci

4 thoughts on “Scrittori sconosciuti fatevene una ragione: non sarete mai famosi, perché il vostro posto lo ha preso Guido Meda

  1. matteo tonoli ha detto:

    Buongiorno Andrea,
    Leggo ora il suo bell’articolo che chiama in causa uno dei miei scrittori preferiti.
    Le segnalo però che si tratta di Sergej Dovlatov, non Doblatov.
    Grazie,
    Matteo Tonoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Statistiche del Blog

  • 63,443 visite
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: